Vincenzo Dessì (1858-1908) è stato uno dei massimi studiosi non solo della numismatica, ma in generale dell’archeologia e della storia di Sardegna, dando alle stampe numerose opere ed articoli di approfondimento tuttora fondamentali. Questo volume – come sottolinea l’accademico Enrico Piras nelle pagine di apertura – contiene i documenti sulle coniazioni di monete nel periodo catalano-aragonese e spagnolo della Sardegna, che Dessì trascrisse con minuziosa attenzione dagli originali conservati in archivi e biblioteche dell’isola. Pochissime furono le copie stampate dal Dessì ed una, di proprietà dello stesso Piras, è stata affidata a Miquel de Crusafont i Sabater per una trascrizione commentata in idioma moderno, dato che “soltanto un conoscitore del catalano e dello spagnolo e uno studioso di numismatica può essere in grado di farlo”.

Ne è scaturito questo volume, edito dalla Societat Catalana d’Estudis Numismátics che, aperto dal “Prolég” e da una nota biografico-bibliografica sul Dessì stesso, curate dallo stesso Piras, mette a disposizione degli studiosi della monetazione sarda – ma, al tempo stesso, di quella spagnola in generale – una enorme quantità di informazioni altrimenti difficilmente reperibili. Documenti ai quali Miquel de Crusafont i Sabater premette un capitolo di inquadramento generale che comprende sia i tratti fondamentali del contesto storico-monetario, sia le linee metodologiche di lettura e di comparazione adottate nella successiva trascrizione commentata.

In particolare, lo studioso catalano si sofferma sulle seriazioni cronologiche dei maestri di zecca, sulle autorità emittenti e sui “florins de or de Sardenya”, sulle riconiazioni avvenute nell’isola di monete in argento castigliane nonché, ovviamente, sui criteri di ordinamento e presentazione dei documenti repertoriati e trascritti dal Vincenzo Dessì.

Il repertorio che segue comprende la bellezza di 118 documenti (alcuni brevi, altri estesi ed articolati nel contenuto) che spaziano cronologicamente dal regno di Alfonso III d’Aragona (1327-1336) a quello di Carlo Emanuele III di Savoia (1730-1773), a testimoniare un’attività di zecca e di monetazione complessa e varia, retaggio delle diverse fasi storiche e delle dominazioni via via subite dall’isola. Documenti fondamentali che, finalmente, possono essere fruiti dai numismatici colmando più di una lacuna nelle conoscenze sulla monetazione e la storia sarda rendendo onore, peraltro, alla memoria e all’opera di Vincenzo Dessì.

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