Raccogliendo l’inserto “Tari” pubblicato nella rivista bimestrale “Monete Antiche” dal n. 77 (settembre-ottobre 2014) al n. 90 (novembre-dicembre 2016) gli accademici Giuseppe Ruotolo e Luca Lomabrdi hanno riunito in volume i dieci più importanti studi scientifici del professor Antonino Salinas (1841-1914) che contribuirono a segnare le linee maestre di quella straordinaria e fruttuosa attività di ricerca che in ambito numismatico si sviluppò in Italia nei primi decenni del XX secolo. Gli scritti, oggi difficilmente reperibili, sono: “Appendice alla memoria sulle monete punico-sicule dell’abate Gr. Ugdulena ed esame della stessa”; “Sulla pubblicazione intitolata: Sopra alcune monete scoverte in Sicilia che ricordano la spedizione di Agatocle in Africa (memoria del P. Giuseppe Romano, Parigi 1862)”; Lettera a Francesco Salesio Scavo, Lettre a M. l’abbé professeur Gregorio Ugdulena sur deux pièces d’argent portant le nom phénicien d’Himêra et les types de Zancle et d’Agrigente”; “Examen de quelques contrefaçons antiques des tétradrachmes de Syracuse et du prétendu nom de graveur Eumélus”; “Di due monete della regina Filistide donate al R. Museo di Palermo (lettera al comm. Gaetano Daita)”; “Di due monete dell’antica città di Paropo in Sicilia”; “Sul tipo de’ tetradrammi di Segesta e su di alcune rappresentazioni numismatiche di Pane Agreo”; “Sul tipo delle teste muliebri nelle monete di Siracusa anteriori al IV sec. av. Cr.”; “Scoverta del nome fenicio di Erice (lettera al cav. Agostino Pepoli di Trapani)”; “La numismatica e le collezioni pubbliche italiane (conferenza tenuta nell’aula magna del collegio romano addì 9 giugno 1913)”.

Antonino Salinas nacque a Palermo il 19 novembre 1841 da Emanuele, ispettore delle Dogane di Messina, e da Teresa Gargotta, d’origine termitana. Più che dal padre, funzionario della burocrazia borbonica, il giovane Salinas fu formato culturalmente dalla madre, donna di grande ingegno e di vasta cultura, la quale possedeva una ricca collezione di antichità, ma soprattutto di monete. Durante l’adolescenza ebbe contatti sia con Giuseppe Romano, noto illustratore di antichità termitane ed ancora più noto per essere stato allontanato dall’insegnamento perché seguace delle dottrine giobertiane, sia con Gregorio Ugdulena. Da queste due figure il Salinas apprese quel senso della libertà e della fierezza che lo accompagnò per tutta la vita e che traspare da ogni suo scritto.

Già quando si iscrisse all’università, i suoi interessi principali erano l’archeologia e la numismatica: “numismatici si nasce e non si diventa”, egli stesso diceva, con una certa esagerazione evidentemente, ma anche con un tantino di verità per quanto attiene particolarmente a quella spiccata sicurezza d’occhio che ogni numismatico deve possedere. Quando cominciò ad occuparsi di archeologia e di numismatica queste discipline, ancora più di adesso, non offrivano una facile possibilità di lavoro remunerato, erano considerate fondamentalmente, come del resto lo erano state sempre fino ad allora, un hobby di lusso per persone benestanti. Fu verosimilmente per questo motivo che il Salinas intraprese studi di paleografia e diplomatica. Avendo praticato questi studi, in data 28 novembre 1860, fu nominato Ufficiale di II Classe presso l’Archivio di Stato di Palermo.

La permanenza in tale archivio non influì minimamente sulle passioni del Salinas, come dimostrano i continui viaggi che compì per coltivarle, viaggi che per quell’epoca rappresentavano un fatto eccezionale e per i quali fu agevolato dallo storico Michele Amari, allora Ministro della Pubblica Istruzione. Dopo una lunga permanenza all’estero, quasi continua, il Salinas rientrò a Palermo, appena ventiquattrenne, ma già studioso formato e di vastissima apertura mentale. Gli fu quindi offerta la cattedra di archeologia. Iniziò le lezioni con una prolusione che ancora oggi è possibile leggere con ammirazione, soprattutto per la grandezza e la novità delle idee espresse. Un altro meraviglioso discorso pronunciò nella stessa Università il 16 novembre 1873 per l’apertura dell’anno accademico. Questi due discorsi rappresentano senza dubbio due capisaldi per la conoscenza della personalità dello studioso.

Quasi tutte le pubblicazioni del Salinas sono attinenti alla Sicilia. Egli ci ha lasciato circa 150 scritti di cui poco più della metà riguardano l’archeologia e la numismatica, gli altri invece si riferiscono a varie discipline, come l’archivistica, la storia dell’arte medievale e moderna, la storia politica. È doveroso ricordare, per concludere, che tutti i musei che oggi possiede Palermo si sono formati con i materiali provenienti dalle raccolte del Museo Nazionale costituito dal Salinas.

Dedicata agli scritti più rilevanti di Antonino Salinas relativi alla scienza delle monete, la raccolta “Scritti scelti di numismatica” è pubblicata a cura dello Studio Bibliografico Biblionumis, edita in 10 copie numerate e in una veste editoriale particolarmente curata (pp,. 112, illustrato, 5 tavole nel testo, legatura artigianale). Un doveroso omaggio ad un grande numismatico del passato.

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